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Inquinamento e cucina: secondo una ricerca Dyson¹ il 70% degli Italiani è preoccupato per la qualità dell’aria che respira. La percentuale sale all’80% tra gli intervistati a Napoli

Il 90% del campione condivide l’esigenza di intrappolare gli odori e trasformarli in aria pulita. E anche gli sportivi sono preoccupati per la qualita' dell'aria.

1 Settembre 2020

  • In media 2 le ore passate ai fornelli durante la settimana, 3 nel fine settimana e 7-8 durante le festività
  • Griglia/piastra, forno e bollitura le modalità di cottura più frequenti. Circa 1 italiano su 2 frigge, un po’ meno a Milano
  • Al primo posto delle problematiche in cucina gli odori. A seguire presenza di batteri/virus e funghi e muffe
  • Roma al primo posto per il tempo trascorso in cucina durante le festività. A Napoli si cucina di più in assoluto nel weekend e in settimana. A Milano i dati più bassi

Trascorrendo normalmente fino al 90%² del nostro tempo al chiuso, tra casa, ufficio, scuola o palestra, siamo ormai consapevoli di essere parte della cosiddetta “generazione indoor”. Attualmente, poi, fattori esterni hanno richiesto e richiedono di trascorrere gran parte giornata al chiuso, svolgendovi tutte le principali attività, dal lavoro allo studio, dalla preparazione dei pasti al gioco e persino al training.

In generale emerge l’esigenza di mettere in pratica semplici misure per mantenere i livelli di inquinamento indoor più bassi possibile: l’aria che respiriamo negli ambienti interni può infatti contenere miriadi di sostanze, da particelle come polvere, allergeni e peli di animali domestici a gas, composti organici volatili (COV), NO2 e benzene.

Anche l’aria in cucina può essere inquinata: forse non tutti sanno che una delle fonti di inquinamento indoor sono proprio i fumi di cottura o alcune modalità di preparazione dei cibi. La frittura, ad esempio, può rilasciare particolato fine e ultrafine³, mentre alcuni prodotti utilizzati per la pulizia delle superfici possono contenere COV: il limonene, uno dei composti che conferisce ai prodotti per la pulizia una profumazione agli agrumi, può reagire con l'ozono naturale in casa per creare formaldeide, un gas potenzialmente nocivo, 500 volte più piccolo rispetto al particolato PM 0,1 e particolarmente difficile da catturare.

Da sempre impegnata nella progettazione e nello sviluppo di soluzioni tecnologiche pensate per migliorare e supportare il benessere di quanti le utilizzano, Dyson ha commissionato a Toluna una ricerca⁴ per indagare la connessione tra inquinamento indoor e cucina, approfondendo il tema della purificazione dell’aria e la rilevanza dei cattivi odori. Obiettivo dell’indagine è comprendere abitudini e atteggiamenti degli italiani in cucina, desiderata e preccupazioni.

Emerge come la qualità dell’aria in cucina sia rilevante: il 70% del campione si dice preoccupato e questa percentuale tocca quasi l’80% per gli intervistati di Napoli (79% vs 72% per il campione di Milano e 75% per quello di Roma).

A dare l’idea di quanto sia fondata la preoccupazione per la qualità dell’aria in cucina sono le ore passate in questo ambiente della casa: più della metà del campione cucina tutti i giorni, con una media di 6.1 giorni a settimana. Tanto anche il tempo dedicato alla preparazione dei pasti: in settimana le ore sono poco più di due al giorno (2.2), ma salgono se si considerano il weekend o le festività. In media, infatti, le ore passate a cucinare diventano 3 il sabato o la domenica e addirittura 7-8 in occasioni speciali, come il Natale o la Pasqua.

Rispetto all’intero campione nazionale, passano più ore in cucina durante le festività gli intervistati di Roma (7.9 ore), mente quelli di Napoli trascorrono ai fornelli più ore nel corso della settimana (2.3) e del weekend (3.5). A Milano va il primato per il minor tempo passato in cucina durante la settimana, con 1.8 ore (vs la media di 2.2 del campione totale).

Tra le modalità di cottura preferite tra gli italiani è al primo posto la preparazione di carne o pesce alla griglia o alla piastra (77%). Seguono in ordine di preferenza la cottura al forno (per il 72% del campione) e la bollitura (per il 71%). Non viene disdegnata la frittura: frigge il 53% degli intervistati, un po’ meno a Milano (il 45%).

Considerati il tempo speso in cucina e le modalità preferite di preparazione dei cibi, in cima alle preoccupazioni degli intervistati ci sono gli odori (con il 23%): i più preoccupati sono i romani (27%), seguiti dai milanesi (24%). Altra preccupazione è data dalla presenza di batteri/virus, con una media del 22%. Il dato sale al 27% per gli intervistati di Napoli, che danno a questa problematica rilevanza maggiore persino rispetto agli odori. Un altro aspetto a cui il campione presta particolare attenzione sono funghi e muffe, ritenuti preoccupanti per una media del 22% degli intervistati.

In parallelo, circa il 90% dichiara che eliminare rapidamente i cattivi odori dalle stanze è un’esigenza importante. Se la frittura è ritenuta tra i principali responsabili della creazione di cattivi odori (per il 41%), tra gli alimenti considerati causa, appunto, degli odori vi sono il pesce (24% del campione, con un picco del 31% per gli intervistati di Milano) e il cavolo/cavolfiore (14% del totale, con un 16% per gli intervistati di Napoli).

Per risolvere la problematica gran parte del campione opta per l’areazione dell’ambiente, con l’apertura di porte e finestre (86%) o l’accensione della cappa/aspiratore (74%). Solo una piccola percentuale di italiani ha pensato di ricorrere a purificatori o apparecchi specifici (13% del campione, con un 16% degli intervistati di Roma). Quando interrogato rispetto ai purificatori, il 15% del campione afferma di possederne uno, con un 67% di chi afferma di conoscerli senza ancora averne acquistato nessuno. In generale, è proprio la cucina l’ambiente in cui chi possiede un purificatore o vorrebbe averne uno lo collocherebbe (l’80% degli intervistati), seguita dal salotto/soggiorno per il 29% e dalla camera da letto (29%).

Tra le caratteristiche principali richieste a un purificatore gli intervistati indicano che purifichi l’intera stanza (60%), elimini gli odori (stessa percentuale, 60%) e sia silenzioso (44%).

In generale dalla ricerca emerge come la cucina si confermi tra le passioni degli italiani e come il livello di attenzione nei confronti della qualità dell’aria sia ormai un tema a cui danno sempre maggiore importanza.

 

La ricerca di Toluna su inquinamento e sport

Altro ambito che è stato indagato per scopire il percepito degli italiani è quello tra inquinamento e sport. Secondo una ricerca condotta da Toluna su un campione di 1.000 persone⁵ che praticano sport in via continuativa sia nel week end sia nei giorni feriali, con una media di 3 volte a settimana, è emerso come l’inquinamento sia ritenuto un problema: è infatti un tema rilevante per il 97% del campione. In particolare, l’85% dei rispondenti percepisce tale problema quando pratica attività sportiva outdoor, il 40% nel caso di attività indoor. Tra questi ultimi, le attività menzionate maggiormente includono ginnastica in casa, sport acquatici (come nuoto, tuffi, pallanuoto), yoga, pilates o altri corsi di wellness come spinning, aero dance cross training, fit boxe, etc.

Avendo molto a cuore il tema dell’inquinamento, sia indoor che outdoor, l’84% degli intervistati ritiene che il tema della purificazione dell’aria sia rilevante: 3 persone su 4 sa cos’è un purificatore, meno di un quinto ne possiede uno.

Sulla base dei dati della ricerca, il tema purificazione dell’aria appare più rilevante a Milano (89%) e in Campania (92%). Se a Roma si registra la conoscenza più elevata dei dispositivi di purificazione dell’aria (78%), a Milano si rileva il possesso di purificatori dell’aria più alto (25%).

Parlando di purificatori, il 67% dichiara di conoscere gli apparecchi Dyson – il 4% ne possiede uno – mentre l’85% del campione reputa interessante questo prodotto (quasi la metà del campione, il 48%, si reputa decisamente incuriosito da questo prodotto).

Entrambe le ricerche confermano come il livello di attenzione nei confronti della qualità dell’aria sia ormai un tema a cui gli italiani danno sempre maggiore importanza, convinti di quanto sia in grado di influenzarne il benessere.

Dyson Newsroom

Materiali per la stampa

  • 1 Ricerca condotta da Toluna in modalità C.A.W.I. (Computer Assisted Web Interview) su Panel Toluna nel mese di novembre 2019. Il campione è stato costruito su quote rappresentative per sesso, fasce d’età e macroarea della popolazione italiana, per un totale di 1.002 interviste. Successivamente sono stati sovracampionati i residenti delle città di Milano, Roma e Napoli, per raggiungere almeno 150 interviste aggiuntive in ogni città. Il target della ricerca è composto da: 30-54enni; decisori principali o in condivisione degli acquisti di elettrodomestici; che cucinano in casa almeno 3-4 volte alla settimana.
  • 2 Klepeis NE, Nelson WC, Ott WR, et al. The National Human Activity Pattern Survey (NHAPS): una risorsa per valutare l’esposizione agli inquinanti. J Expo Anal Environ Epidemiol 2001;11:231-52.
  • 3 Fonte: progetto ANAPNOĺ (Respirare bene per invecchiare meglio), Università Cattolica Sacro Cuore di Milano e Brescia (2019)
  • 4 Composizione del campione analizzato da Toluna: GENERE (Uomo: 48%, Donna: 52%); REGIONE (Lombardia: 37%, Veneto: 20%, Piemonte: 15%, Emilia-Romagna: 13%, Liguria: 6%, Friuli Venezia Giulia: 5%, Trentino Aldo Adige: 2%, Valle d’Aosta: 0,3%); EDUCAZIONE (Licenza media: 10%, Scuola superiore: 53%, Laurea: 32%, Post laurea/master: 5%); MINORI IN FAMIGLIA (Si: 46%, No: 54% / 0-3 anni: 16%, 4-6 anni: 19%, 7-9 anni: 17%, 10-12 anni: 20%, 13-15 anni: 17%, 16-17 anni: 12%); AREA (Zona urbana: 63%, Campagna/rurale: 37%); PROFESSIONE (Part-time: 21%, Full-time: 79% / Imprenditore, libero professionista: 11%; Artigiano, commerciante, agenti autonomi, agricoltore indipendente: 3%; Dirigente, funzionario, quadro: 7%; Impiegato, insegnante: 46%; Operaio, commesso, agricoltore indipendente: 14%; Casalinga: 8%; Studente: 2%; Pensionato: 0,3%; Non occupato: 8%); REDDITO (Fino a 20K 21%, 20-50K 49%, >50K 20%, preferisco non rispondere 11%).
  • 5 Ricerca condotta da Toluna in modalità C.A.W.I. (Computer Assisted Web Interview) su Panel Toluna nel mese di febbraio 2020 per un totale di 1.000 interviste complete. Il campione è stato costruito su un target di uomini e donne, 25+ anni, che pratica attività sportiva almeno 2 volte a settimana; 50% pratica attività sportiva indoor; reddito annuo medio/alto; distribuzione: Milano, Roma, Torino, Napoli e capoluoghi di regione. Composizione del campione analizzato da Toluna: GENERE (Uomo: 46%, Donna: 54%); ETÀ (25-34 anni: 23%, 35-44: 34%, 45-54: 28%, 55+: 14%); NUMERO ABITANTI (fino a 5.000: 4%, da 5.001 a 30.000: 14%, da 30.001 a 100.000: 43%, da 100.001 a 500.000: 29%, oltre 500.000: 9%); REDDITO ANNUALE LORDO (30.000-40.000: 40%, oltre 40.000: 49%, preferisco non rispondere: 11%); ISTRUZIONE (Licenza media: 3%, Scuola superiore: 41%, Laurea/Post laurea/Master: 56%); PROFESSIONE (Dirigente/Quadro/Imprenditore: 15%; Commerciante/Artigiano: 2%; Lavoratore in proprio: 17%; Impiegato/iinsegnante: 45%; Operaio/commesso: 5%; Casalinga: 4%; Pensionato: 4%; Studente: 3%; Disoccupato/Non occupato: 4%); CONDIZIONE FAMIGLIARE (vivo da solo/a: 8%, vivo con i miei genitori: 11%, condivido appartamento/casa con amici: 2%, vivo con mio marito (senza figli): 21%, vivo con mio marito (con figli): 53%, vivo con mio marito (figli, non conviventi): 2%, vivo solo con i figli: 3%).